Ambiente

Non dobbiamo dimenticare l’importanza che i boschi, e le foreste più in generale, hanno per il nostro benessere. Paesaggi come quello della foto sopra diventeranno sempre più rari nel tempo a causa dell’effetto serra che sta modificando anche il clima nel nostro territorio, caratterizzato da inverni sempre più miti e poco piovosi. A questo proposito vi invito a leggere l’articolo che segue per aumentare la consapevolezza che il nostro rapporto con gli alberi dev’essere di scambio. Infatti, oltre a permettere la vita, ne sono anche la perfetta metafora. Il bisogno di solidità, la voglia di libertà e leggerezza, la volontà di crescere ed espandersi, lo slancio verso nuove esperienze sono l’essenza dell’essere umano, che il mondo vegetale incarna straordinariamente.


Foreste: cosa fanno loro e cosa possiamo fare noi

Cosa sta succedendo ai nostri boschi e alle foreste?

E’ ormai consolidata l’importanza fondamentale di questi splendidi giganti per il futuro del nostro pianeta.

Al di là della pura bellezza estetica e delle sensazioni meravigliose che queste creature verdi suscitano in noi, le foreste hanno svolto nel corso di tre milioni di anni di evoluzione e svolgono tuttora, una serie di compiti speciali, come quello di proteggere la biodiversità del pianeta.

Offrono, infatti, una grande varietà di habitat, tanto che il 90% delle specie terrestri viventi (animali e vegetali) sono ospitate, si generano e proliferano all'interno di esse. Inoltre, la biodiversità forestale rappresenta anche una risorsa vitale, culturale, sociale per molte popolazioni indigene umane, custodi di tradizioni e segreti antichissimi legati all'ambiente naturale con cui vivono in perfetta armonia.

Non dimentichiamoci, tuttavia, che i boschi hanno anche il compito di conservare il suolo fertile, evitando frane ed erosioni, dannose anche agli abitati umani, come sovente accade.

Boschi e foreste sono una fonte imprescindibile di ossigeno e allo stesso tempo accumulano enormi quantità di carbonio sotto forma di anidride carbonica, aiutando il pianeta a moderare i regimi climatici.

Va posto in rilievo anche l'inestimabile valore economico. Fin dalla preistoria, le foreste hanno fornito all'uomo cibo, legna per accendere il focolare, riparo e materiale per fabbricare utensili, costruire case, imbarcazioni. Nel corso del tempo l'uomo ha imparato anche a servirsi di altri prodotti arborei, quali sostanze medicinali, cellulosa, resine, fibre, ecc. Una molteplicità di usi che l'uomo ha saputo sfruttare al meglio garantendosi sostentamento, cure e ripari.

Tuttavia, come la storia c’insegna, l'uomo finisce sempre per abusare dei doni ricevuti da madre natura. Secondo questa logica, un’autentica ricchezza condivisa da tutti, diventa invece per altri un’opportunità di accumulare vile denaro, un illegale e sconsiderato mercato multimiliardario.

Ogni anno milioni di ettari di foresta vengono abbattuti e distrutti per cause diverse dal commercio illegale di legno e prodotti forestali: incendi, incremento dell'urbanizzazione o semplicemente conversione in terreni agricoli e/o allevamento zootecnico.

Oggi le foreste coprono circa il 30% della superficie terrestre, distribuite non uniformemente in zone tropicali, subtropicali, temperate e boreali.

Si pensi che l'80% delle aree forestali che coprivano il pianeta è andato perduto a causa dell’utilizzo scellerato che si è fatto delle foreste primarie durante il secolo scorso.

La deforestazione continua ancora oggi ad un tasso impressionante. Secondo l'indagine condotta dalla FAO tra il 1990 e il 2010, le aree forestali sono diminuite di 5,3 milioni di ettari all'anno. Nel decennio precedente, contrariamente, la perdita netta è stata di circa 8,3 ettari l'anno. Per avere un'idea, sappiate che negli ultimi 70 anni è andata distrutta un'area di foresta tropicale sud americana grande come la Francia. Ancora oggi, annualmente viene distrutta un'area di oltre 2.500 Km2.

Ad essere più colpite sono le aree tropicali del Sud America, seguite da Africa e Asia subtropicale. Una grave minaccia che comporta inevitabilmente preoccupanti conseguenze. Distruggere una zona forestale, piccola o grande che sia, significa depauperare un intero equilibrio biologico, antropologico ed ecologico, con la relativa perdita di numerosi habitat ed estinzione di centinaia, se non migliaia, di specie vegetali ed animali.

Lo stesso destino spetta alle popolazioni umane insediatesi assieme alle loro tradizioni millenarie.

Si ricordi inoltre che, dopo petrolio e carbone, la deforestazione è al terzo posto tra le fonti di emissioni di gas serra. Rompendo un serbatoio inevitabilmente ne fuoriesce il suo contenuto; quando una foresta viene tagliata, il carbonio, contenuto all’interno degli organismi viventi e non, si libera nuovamente in atmosfera potenziando notevolmente l'effetto del gas serra. Questo si traduce in una semplice constatazione: meno ettari boschivi equivalgono a meno assorbimento naturale di anidride carbonica che, a sua volta, equivale ad un maggiore aumento dell'effetto serra.

Ad oggi sono molte le campagne promosse contro la deforestazione: a) l'impegno preso da alcune nazioni per combattere il mercato illecito di prodotti legati alla deforestazione; b) i progetti di forestazione (ovvero la creazione di nuovi ettari forestali, previsti dal Protocollo di Kyoto per l'assorbimento dell'anidride carbonica); c) vari programmi di sensibilizzazione della società civile atti a comprare ed utilizzare prodotti in legno, o da esso derivati, riciclati o realizzati in maniera da proteggere le foreste primarie.

Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa, ognuno per quello che può, ognuno per quello che sa. Se riteniamo che la foresta tropicale sia così lontana da noi da non occuparcene in prima persona, allora abbiamo perso d’anticipo e non abbiamo capito che la nostra Terra è un unico organismo vivente nel quale noi siamo solo ospiti.

Montemaggiore ricoperta dalla neve caduta copiosa gennaio 2022

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