La nostra storia

Osteria con cucina Montecarlo

Il Bar Montecarlo nasce come Osteria dell’abitato di Montemaggiore. Il locale era ubicato nella parte mediana del paese, vicino alla latteria, su una sommità rocciosa che congiungeva i due abitati di Montemaggiore (il Borgo di Sopra e quello di Sotto), alle spalle di quella che oggi è la moderna Trattoria che ancora ne porta il nome.

Dopo gli anni ’60, Montecarlo è stata affidata per brevi periodi alla cognata Vilca poiché Luigi era emigrato in Svizzera, assieme al figlio, con l’intento di migliorare la sua posizione economica. Il paese non offriva prospettive e la miseria del dopoguerra era evidente. In quegli anni le famiglie vivevano prettamente con l’attività boschiva e l’allevamento di 1–2 mucche per ogni casolare. Le donne si occupavano esclusivamente delle faccende domestiche e della stalla. Sovente erano sole a spendersi in queste cure poiché i loro mariti espatriavano all’estero. Si parlava di una vera e propria «emorragia demografica». Essi rientravano per i due mesi invernali poiché le temperature climatiche di quell’epoca non permettevano il lavoro esterno da muratore che generalmente intraprendevano. Erano anni contraddistinti dalla ripresa economica ove vi era forte desiderio di progredire e crescere.

Loreta, figlia di Vilca, era piccola con i suoi 4/5 anni e ricorda con nostalgia quel periodo contraddistinto dalla grande convivenza collettiva. Predominava l’amicizia, la collaborazione e l’allegria. Il locale che la mamma gestiva era animato assiduamente dalle fasce più anziane del paese che trascorrevano molto tempo in osteria davanti al loro bicchierone di birra o davanti ai litri di vino serviti in misuratori di vetro a più portate. La stagione fredda costringeva loro ad interrompere i lavori esterni e pertanto si creava grande afflusso al bar-osteria. La compagnia creava condivisione, essi infatti si riunivano e giocavano a carte con convinzione. Battevano sul tavolo del bar, rassicurati dalla premura delle loro zelanti donne tra le mura casalinghe, e gioivano per le loro vincite. Chi perdeva pagava e ordinava altro vino. I tavoli erano lunghi e una stufa di ghisa a legna propagava calore nel locale, scoppiettando e riscaldando gli animi trasfigurati dal gioco, che nel frattempo consumavano anche qualche pasto.

I loro volti, marcati dalle lunghe barbe incolte, erano avvolti nel fumo di sigaretta. Si ricorda con nitidezza che i pacchetti più commercializzati e sponsorizzati a quel tempo erano rappresentati dalle rinomate ed immortali marche «Alfa» e «Nazionali». Il locale, in quel periodo, godeva di ottimo lavoro. In paese erano anche presenti militari sopraggiunti in caserma per svolgere i campi di addestramento e Montecarlo ha rappresentato anche per loro lo spazio simbolo della vita cittadina. Uno di loro, fortemente affezionato al locale, appassionato di pittura, ha immortalato il suo ricordo cimentandosi nelle decorazioni di alcune pareti della locanda medesima. Scritti ed illustrazioni di boccali hanno rallegrato tali pareti che hanno mantenuto nel tempo particolarità distintive, rendendo il Bar ancora più accogliente e frequentato. Purtroppo anche questo è andato perso, assieme alla locanda originaria, a causa del terremoto del ’76.

Dopo la Seconda Guerra mondiale, in concomitanza della costruzione della caserma della Guardia di Finanza, Montecarlo è stata anche punto di ritrovo per giovani e meno giovani, che sopraggiungevano nel fine settimana anche dai paesi limitrofi. Si ascoltava musica con l’ausilio di un giradischi sempre in funzione e si ballava anche nelle occasioni più speciali, in compagnia di qualche suonatore con la fisarmonica che faceva visita al paese. Loreta ricorda con nostalgia le canzoni che a quei tempi venivano «gettonate» e che animavano tutto il quartiere: Morandi, Albano, Celentano, Rita Pavone.

Quando Luigi è rientrato dalla Svizzera, ha portato avanti la gestione dell’osteria fintanto che la popolazione dell’abitacolo di Montemaggiore è diminuita drasticamente. Successivamente la licenza è stata ceduta a Lina Levan che l’ha unita alla sua attività di negozio alimentare. Nel 1989 la passione per la ristorazione di Augusto Zussino riconsegna il locale alla sua conformazione originaria di trattoria che gestisce negli anni assieme alla sua compagna di viaggio Svetlana, dalla quale è nata Taisia, attuale proprietaria della locanda in tempi più recenti.

Molte stagioni della vita sono trascorse ma Montecarlo, come confidenzialmente la chiamavamo tutti, non ha mai cambiato volto: nei ricordi di noi meno giovani c’è ancora l’immagine di Luigi che ci serviva la bottiglietta di aranciata, la quale insieme alla gassosa, era l’unica offerta che il locale concedeva a noi bambini.

Luigia ed il marito Giuseppe durante la I guerra mondiale

Luigia con la famiglia

Luigia, ormai anziana, davanti all'osteria Montecarlo

Vilca con la figlia Loreta

Estratto conto di un fornitore dell'Osteria

Estratto conto di un fornitore dell'Osteria

Estratto conto di un fornitore dell'Osteria

Estratto conto di un fornitore dell'Osteria

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